Author: fabiocinquecorde

Nuovo video: impostare una scheda audio 2 ingressi

In pochi passaggi, impostiamo il software DAW per lavorare con la scheda audio, per sfruttarla al 100%. Nel video uso Studio One v.3, ma è lo stesso in Cubase, Logic, …

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In arrivo..

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Non sono sparito, davvero! Dopo un 2016 abbastanza complicato, sto preparando per il 2017 un nuovo progetto dedicato alla diffusione gratuita dell’informazione su mixer e home recording.

Video-lezioni, canale YouTube, e un social per ricevere feedback e richieste, probabilmente Facebook. Se qualcuno vuole proporre altri social, lo scriva nei commenti!

A presto!

Multi monitoring OK o no

TIES-cover.jpgVedo due direzioni nel multi-monitoring, in studio di registrazione e non. Da un lato incontro giovani fonici che vogliono avere due, tre coppie di monitor diversi, per testare il loro mix con ascolti diversi.

Giusto, bravissimi. I grandi hanno almeno tre ascolti diversi: un super-giga-monitor ultra dettagliato, un paio di nearfield di dimensione modesta, e un ascolto simile allo speaker di una televisione o di un supermercato (magari anche mono).
Consiglio di testare il proprio mix anche dalle casse di un laptop e attraverso le cuffiette di un cellulare: che ci piaccia o no, i nostri fruitori ci ascolteranno anche così.

Ci sono vari splitter/selettori per scegliere quale sistema di ascolto utilizzare di volta in volta; chiaramente uno alla volta.

Nell’altra direzione vanno quelli che accumulano casse – monitor da studio, casse PA, hi-fi, coni recuperati, subwoofer -, e le collegano tutte insieme, pensando di ottenere un grande risultato. Ottengono un grande caos, invece. Se anche un paio di casse della loro collezione è valido, l’utilizzo contemporaneo di altri ascolti ne vanifica completamente la qualità, con un delirio di controfasi senza senso.

Come chi indossa più cravatte contemporaneamente, e crede pure di essere elegante.

Tolleranza zero

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Il cliente che vuole l’adattatore sdoppiatore intende collegare la sua tastiera a un doppio sistema di casse: una coppia di casse attive, e una coppia di casse passive che gli hanno regalato.

Mhhh… Senza amplificatore, intende sdoppiare il segnale che esce dai jack della tastiera. Mi assicura che funziona, e dichiara “evidentemente l’impedenza è tollerata“. Gli ignoranti siamo noi tecnici che ignoriamo queste banalità.

Penso che se metto una bottiglia di vodka nel serbatoio di un’auto diesel, e la macchina non si rompe, questo non mi deve incoraggiare a ordinare 6 casse di vodka/carburante.

Dal tipo di adattatore che il cliente chiede, sospetto che per le casse passive voglia usare l’uscita cuffie. Questo potrebbe avere senso, visto che – non so se lo sapete – la cuffia è in qualche modo una cassa passiva stereo, in zona 55 ohm.

OK. La mia ignoranza è tollerabile, la tua arroganza no.

Sdoppio gioco pericoloso

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Chi mi conosce sa che odio gli adattatori, e soprattutto gli sdoppiatori. Usare gli adattatori è come usare il cucchiaino per tagliare la bistecca: in caso di emergenza si fa, ma non è il modo migliore per risolvere un problema.

Non parlo solo della perdita di qualità ogni volta che si inseriscono degli intermediari nel percorso del segnale audio, ma voglio evidenziare che un cavo attaccato ad un adattatore pesa molto di più (fisica, principio della leva) e potrebbe rovinare la presa dell’apparecchiatura. Rompereste un mixer da 500 euro per risparmiare 10 euro (perché di solito un cliente vuole l’adattatore da 2 euro, invece del cavo da 12)?

Gli sdoppiatori sono il peggior esempio di adattatore: se esistono i mixer, gli splitter, gli amplificatori per cuffie, c’è sicuramente un motivo elettrico per il quale non devo mettere due cuffie (elettricità, impedenza) nello stesso buco, no?

Se devo guidare a lungo, è una buona idea se decido di fare installare un volante anche per il sedile passeggero, così mia moglie può guidare con me?

C’è un modo giusto per fare ogni cosa, e di solito gli altri modi sono sbagliati.