Elettricità

Il mixer: è analogico o digitale?

Mixer

Un mixer …analogico, giusto?

Mi capita più spesso di quanto ci si aspetti: un cliente mi chiede “ma questo mixer è analogico o digitale?”.
E’ come chiedere se viaggiamo su un aereo o su un camion. Sembra facile, ma non lo è, anzi: in effetti sia gli aerei che i camion hanno la cabina, hanno le doppie ruote, trasportano merce e passeggeri, hanno il nome della compagnia sulla fiancata….
A volte i mixer analogici hanno un visore digitale, e i mixer digitali hanno componenti analogici…

Ho trovato -spero- una risposta semplicissima, che nasconde una spiegazione funzionale: se ha tanti potenziometri uguali è analogico, se ha tanti potenziometri diversi è digitale.

Il ruolo del mixer è miscelare vari canali permettendo un intervento sul suono (volume, equalizzazione e altro). Un mixer analogico opera questi cambiamenti direttamente sul segnale elettrico, con resistenze ed altro, ed è quindi immediatamente riconoscibile perché ha un set di controlli – fader e potenziometri – ripetuto identico per ogni canale.
Un mixer digitale invece converte il suono al suo interno in digitale, e opera i cambiamenti eseguendo calcoli matematici su valori numerici; per questo è sufficiente che abbia pochi potenziometri dedicati, e una area di bottoni con la quale dire al mixer su quale canale vogliamo lavorare.

Quindi il Mackie Pro FX8 è un mixer …analogico, giusto?

Misteri e Magie

Ho smontato il mio home studio e non vedo l’ora di rimontarlo. Nel farlo, seguirò alcune regole che sembrano al limite del paranormale, ma…. perché no? Le condivido con voi.

1) Anche se le prese elettriche – italiane o schuko – sono simmetriche, l’elettricità ha una fase. Quindi: colleghiamo ogni apparecchio alla presa, ascoltiamolo, invertiamo la presa e ascoltiamolo ancora. Decidiamo quindi qual è il senso giusto, che per noi sarà quello che produce meno ronzio.

2) Visto che i cavi elettrici generano campo magnetico, anche se schermati, è meglio se facciamo passare i cavi di corrente – anche tutti insieme legati con velcro o fascette – da un lato, e i cavi audio dall’altro. Se non è possibile, meglio farli incrociare che posarli parallelamente. E’ un consiglio da seguire anche quando allestiamo un palco per un service!

3) Qualsiasi circuito genera rumore di massa, anche quello piccolo piccolo all’interno della chitarra elettrica. Il rumore viene eliminato se scarichiamo le masse, ma non sempre è sufficiente che tutti i nostri apparecchi abbiamo la messa a terra. L’ideale per eliminare i ronzii è che le masse scarichino tutte nello stesso punto, quindi – per assurdo – che tutti i nostri strumenti (computer, mixer, tastiere) siano collegati alla stessa presa di corrente. Verifichiamo che la portata dei fili sia corretta: è meglio il ronzio di un incendio!!

4) Budget permettendo, scegliere i cavi audio migliori possibili è il primo passo per un suono migliore. I cavi sono resistenze elettriche, e come tali filtrano la nostra musica. Mi chiedono se la differenza si sente. Sì, purtroppo.

5) Un bel tappeto ci vuole: scalda l’ambiente, riduce le rifrazioni del pavimento migliorando l’ascolto, permette alla vocalist di cantare a piedi nudi, attutisce i rumori di tavoli-sedie-computer-aste-chitarre-che-cadono, e visivamente definisce un’area che psicologicamente dobbiamo vivere come zona protetta dedicata all’arte e alla creatività. E poi arreda, ma attenzione alle candele!

Abracadabra!