Mix

Tolleranza zero

VODKA-RUSKOV-LAMARK-CASH-CARRY-MATERA-BASILICATA.jpg

Il cliente che vuole l’adattatore sdoppiatore intende collegare la sua tastiera a un doppio sistema di casse: una coppia di casse attive, e una coppia di casse passive che gli hanno regalato.

Mhhh… Senza amplificatore, intende sdoppiare il segnale che esce dai jack della tastiera. Mi assicura che funziona, e dichiara “evidentemente l’impedenza è tollerata“. Gli ignoranti siamo noi tecnici che ignoriamo queste banalità.

Penso che se metto una bottiglia di vodka nel serbatoio di un’auto diesel, e la macchina non si rompe, questo non mi deve incoraggiare a ordinare 6 casse di vodka/carburante.

Dal tipo di adattatore che il cliente chiede, sospetto che per le casse passive voglia usare l’uscita cuffie. Questo potrebbe avere senso, visto che – non so se lo sapete – la cuffia è in qualche modo una cassa passiva stereo, in zona 55 ohm.

OK. La mia ignoranza è tollerabile, la tua arroganza no.

Advertisements

Redemption song

Image

 

La più bella brutta chitarra acustica della storia della musica è probabilmente in “Redemption song”.

L’esecuzione è tremenda: imprecisa, monotona, con piccoli errori e orrori.

Il suono è da calci nel sedere: metallico, chiuso, incostante; le basse sono sfocate e gonfiano quel povero compressore fino a distorcerlo. In più è lontano dalla voce, senza riverberi in comune.

Suppongo sia stata registrata in diretta con la voce, con un microfono dinamico per ridurre il bleeding, e compressa pesantemente per gestire le dinamiche di un chitarrista sicuramente concentrato su altro.

Sul cantare questo capolavoro. Ciao Bob.

Fai un Break Switch con me

Immagine

 

Ogni tanto riceviamo una telefonata allarmata: “Il mixer che mi avete venduto non funziona: i microfoni non suonano più!! Con quello che l’ho pagato!!!”. Ehm…

A parte il rischio di premerlo per errore, il tasto Break Switch dei mixer Mackie è geniale: con un dito metto in MUTE tutti i canali – senza toccare i fader e modificare il mio mix – e lascio aperto solo l’ingresso TAPE, per mandare musica in sottofondo.

La band fa una pausa? C’è un problema tecnico sul palco? Devo fare un dispetto a un fonico inesperto? Premo Break Switch.

Quelli della Mackie sono geniali, consiglio a tutti di leggere i loro manuali di istruzioni per imparare sorridendo – un po’ quello che vorrei farvi fare io…. – e consiglio di adottare un CFX16mkII come il mio, soprannominato “L’INDISTRUTTIBILE” per via della struttura in acciaio e dei potenziometri sigillati.

 

Riverberi dal vivo

Imageer

Dal vivo di solito non uso più di due riverberi.
Uno corto e molto pastoso, basato su algoritmo PLATE, che mi serve per dare densità al rullante, alle chitarre elttriche, e quando ho suoni taglienti e troppo asciutti.
Nei Lexicon c’è un preset che si chiama Snare Plate; perfetto se sono di corsa.

Il secondo riverbero ha una lunghezza media, è ampio e arioso, a partide da un MEDIUM HALL, e lo uso per dare sustain al cantante, e per addolcire l’attacco delle chitarre acustiche.
Se possibile, invece di usare il RETURN della mandata AUX, torno con il riverbero in un canale stereo, per poterlo equalizzare velocemente – in caso di necessità – senza entrare nei parametri.

IR-ripetibile

Image

E’ possibile fotografare uno spazio anche dal punto di vista dell’audio: con un procedimento abbastanza semplice si catturano quelle riflessioni uniche che caratterizzano un ambiente in particolare.

Una tecnologia nata per il doppiaggio: il regista gira la scena in ascensore, poi toglie gli attori e cattura il “suono dell’ascensore”. I doppiatori reciteranno la scena in studio, e con un semplice click le loro voci saranno nell’ascensore, proprio in quell’ascensore (grande, stretto, soffitto alto in plastica, pavimento in moquette, pareti in alluminio…).

Dalle riflessioni al riverbero il passo è breve: si catturano teatri, cattedrali, riverberi hardware, e questi saranno a disposizione per qualsiasi uso.

Ed ecco l’idea geniale: catturare cabinet + microfono delle casse da chitarra! Quella magia unica che accade – ad esempio – quando piazziamo un SM57 di fronte ad una cassa Marshall, ma senza il peso, l’ingombro, il costo e il rumore.
Questa tecnologia è alla base di Guitar Rig 5, Amplitube 3, TH 2 e tanti altri.

Forza: con una bella collezione di IR si possono ottenere risultati molto professionali, magari miscelandoli con MixIR2.
http://www.redwirez.com/mixir2.jsp
Debolezza: l’IR è un’immagine statica, non riesce a riprodurre quello che succede quando una capsula dinamica viene aggredita da un Celestion V30 infuriato. Problema che ReCabinet afferma di avere risolto.
http://www.recabi.net/

Ma come chitarrista penso che la botta-in-faccia che ti da un cono vero sia IR-ripetibile.

Il Mixer – Parte I

Image

Impariamo a conoscere il nostro mixer, per usarlo meglio. Partiamo dall’angolo in alto a sinistra, e seguiamo i vari ingressi e controlli del canale 1.

Di solito troviamo:

  • MIC – ingresso per cavo microfonico XLR
  • LINE – ingresso per cavo jack
  • INSERT – connessione per cavo insert
  • GAIN – guadagno del preamplificatore
  • PEAK – LED indicatore dei picchi in ingresso
  • LOW CUT – filtro che elimina le frequenze molto basse
  • EQ (Hi, Mid / Freq, Low) – sezione equalizzatore
  • AUX (Pre / Post) – sezione mandate ausiliarie
  • FX – mandata effetti
  • PAN – posizionamento stereofonico
  • MUTE – chiude il canale
  • SOLO / PFL – vedremo subito come usarlo
  • BUS 3-4 – mandate ai sottogruppi
  • LEVEL – fader del volume.

Vediamo come imposto il canale per la mia voce: collego il microfono all’ingresso XLR, abbasso il LEVEL a zero – sì: a zero -, premo PFL e canto più forte che posso.

Tenendo d’occhio il mixer, alzo il GAIN fino a che le luci del PFL – di solito tutte destra – o la luce PEAK si accendono di rosso. Ci siamo: ora so che quello è TROPPO, quindi devo abbassare il GAIN di qualche grado.

Ora ho impostato correttamente il volume di “entrata” della voce nel mixer, e so che ogni componente lavorerà con la massima efficienza, riducendo il rapporto segnale/rumore – cioè: più segnale e meno rumore.

Lavorare con livelli più alti non giova a nessuno: il suono sarà fastidiosamente distorto e il mixer si può danneggiare.

Ora posso applicare a piacere EQ e PAN, utilizzare AUX e FX – lo vedremo nelle prossime puntate – e quando il suono arriverà all’ultimo controllo, con LEVEL stabiliremo il volume con cui il canale andrà sul MASTER, il canale di uscita.