Riverberi

Redemption song

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La più bella brutta chitarra acustica della storia della musica è probabilmente in “Redemption song”.

L’esecuzione è tremenda: imprecisa, monotona, con piccoli errori e orrori.

Il suono è da calci nel sedere: metallico, chiuso, incostante; le basse sono sfocate e gonfiano quel povero compressore fino a distorcerlo. In più è lontano dalla voce, senza riverberi in comune.

Suppongo sia stata registrata in diretta con la voce, con un microfono dinamico per ridurre il bleeding, e compressa pesantemente per gestire le dinamiche di un chitarrista sicuramente concentrato su altro.

Sul cantare questo capolavoro. Ciao Bob.

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Riverberi dal vivo

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Dal vivo di solito non uso più di due riverberi.
Uno corto e molto pastoso, basato su algoritmo PLATE, che mi serve per dare densità al rullante, alle chitarre elttriche, e quando ho suoni taglienti e troppo asciutti.
Nei Lexicon c’è un preset che si chiama Snare Plate; perfetto se sono di corsa.

Il secondo riverbero ha una lunghezza media, è ampio e arioso, a partide da un MEDIUM HALL, e lo uso per dare sustain al cantante, e per addolcire l’attacco delle chitarre acustiche.
Se possibile, invece di usare il RETURN della mandata AUX, torno con il riverbero in un canale stereo, per poterlo equalizzare velocemente – in caso di necessità – senza entrare nei parametri.