Tecnologia

Multi monitoring OK o no

TIES-cover.jpgVedo due direzioni nel multi-monitoring, in studio di registrazione e non. Da un lato incontro giovani fonici che vogliono avere due, tre coppie di monitor diversi, per testare il loro mix con ascolti diversi.

Giusto, bravissimi. I grandi hanno almeno tre ascolti diversi: un super-giga-monitor ultra dettagliato, un paio di nearfield di dimensione modesta, e un ascolto simile allo speaker di una televisione o di un supermercato (magari anche mono).
Consiglio di testare il proprio mix anche dalle casse di un laptop e attraverso le cuffiette di un cellulare: che ci piaccia o no, i nostri fruitori ci ascolteranno anche così.

Ci sono vari splitter/selettori per scegliere quale sistema di ascolto utilizzare di volta in volta; chiaramente uno alla volta.

Nell’altra direzione vanno quelli che accumulano casse – monitor da studio, casse PA, hi-fi, coni recuperati, subwoofer -, e le collegano tutte insieme, pensando di ottenere un grande risultato. Ottengono un grande caos, invece. Se anche un paio di casse della loro collezione è valido, l’utilizzo contemporaneo di altri ascolti ne vanifica completamente la qualità, con un delirio di controfasi senza senso.

Come chi indossa più cravatte contemporaneamente, e crede pure di essere elegante.

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Gratis: Baxter EQ

baxtereq

C’è un piccolo pezzo di hardware che vedo sempre più spesso negli studi professionali, specialmente nel mastering. Uno strano equalizzatore che equalizza pochissimo (+/- 5 dB) e che taglia a frequenze teoricamente assurde (hi-pass a 12 – 18 – 24 Hz ; lo-pass a 70 – 28 – 18 kHz). Per chi non sa di cosa sto parlando, immaginate un imbianchino monco che usa vernici invisibili…

Eppure…

Oltre ai colori che può dare un boost shelving a 7.1 kHz (sì: ci sento ancora fin lassù) e alla compattezza che si può ottenere alzando gli 84 Hz sul Mid ma togliendoli sul Side, questo equalizzatore svolge un compito importantissimo per noi che facciamo musica con il computer: tagliando tutte le informazioni al di sopra dei 18 kHz e al di sotto dei 24 Hz vengono liberate risorse (nei convertitori, nella CPU, nei plugin successivi) per elaborare meglio le frequenze che ci interessano veramente.

Baxter EQ di varietyofsound è una emulazione del Bax EQ di Dangerous Music. E’ gratis, e il mio consiglio è di piazzarlo sul Bus Master, sicuramente pre-fader e probabilmente dopo i compressori.

Bye bye tastiera

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Il futuro è sceso dai grandi palchi ed è arrivato tra noi. Esattamente come vado raccontando da anni.

Sabato sera, in un locale di medio livello (ad essere generosi, eh eh) suona una band di medio livello, cover dei Depeche Mode. Il tastierista ha i suoni giusti, perfetti. Usa forse un costoso synth-workstation che costa più della mia moto?

No: sopra il pianoforte ha una M-Audio Oxygen 61 (prima serie, come la mia!) collegata ad un piccolo Mac.

Provo la sensazione del metereologo che ha previsto una nevicata e ora vede scendere i primi fiocchi. Un gelido piacere intellettuale.

Redemption song

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La più bella brutta chitarra acustica della storia della musica è probabilmente in “Redemption song”.

L’esecuzione è tremenda: imprecisa, monotona, con piccoli errori e orrori.

Il suono è da calci nel sedere: metallico, chiuso, incostante; le basse sono sfocate e gonfiano quel povero compressore fino a distorcerlo. In più è lontano dalla voce, senza riverberi in comune.

Suppongo sia stata registrata in diretta con la voce, con un microfono dinamico per ridurre il bleeding, e compressa pesantemente per gestire le dinamiche di un chitarrista sicuramente concentrato su altro.

Sul cantare questo capolavoro. Ciao Bob.

Polvere e specchi

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Mi chiamano per un sopralluogo in una palestra: la cassa della sala boxe “suona male“.

Accidenti: è vero. Un banale brano pop viene trasformato in una hit techno-industrial, tutti i picchi sono distorti ed enfatizzati. Il fenomeno è così orribile che rimango qualche secondo a gustarmelo 😉

Poi tocco i potenziometri della cassa: polvere e ossidazione hanno colpito ancora e il Gain gracchia appena lo sfioro. Ma le scariche provocano un interessante effetto collaterale in questa stanza larga meno di 3 metri e con le pareti interamente a specchio: una risonanza innaturale

 

 

Febbre a 44,100

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Mi sta venendo la febbre.
La mia temperatura sale lentamente da 36.7° a 40°.
Se tracciassimo il movimento dell’ago del termometro, la linea sarebbe curva e continua. Analogica.
Ma il nostro termometro è digitale, e ha una risoluzione di un decimo di grado, quindi la nostra lettura è: 36.7 , dopo un minuto 36.8 , dopo due minuti ancora 36.8 , dopo tre minuti 36.9 ….
Se volessimo fare un grafico di questi valori, sarebbe come una scaletta.

Questo è il metodo con cui il computer registra la nostra musica, trasformando l’ampiezza dell’onda sonora in valori numerici, misurati regolarmente.

Naturalmente se ho un termometro MOLTO preciso e vado a leggere la temperatura MOLTO spesso, il mio grafico sarà una scaletta talmente fitta di gradini che sembrerà quasi un curva continua.

L’attuale standard audio (qualità CD) prevede che la lettura del livello avvenga 44.100 volte al secondo (Frequenza di campionamento, che si misura in Hz), e che la precisione della misurazione (Risoluzione) abbia 65.536 gradini di precisione (16 bit, pari a 2 elvato 16).
Ci sono ottimi motivi per cui sono stati scelti questi due numeri, invito i più curiosi ad approfondire!